INFIAMMAZIONI CRONICHE – ANALISI ORMONALE SALIVARE

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INFIAMMAZIONE DI BASSO GRADO, STRESS E
DIFESA DAI RADICALI LIBERI

Questa analisi prevede la raccolta di 4 campioni salivari.

Con questo metodo è possibile quantificare i seguenti ormoni:

– Cortisolo (Mattina + Sera)
– Interleuchina 6
– DPPH

Per un totale di 4 marcatori.

 

L’analisi INFIAMMAZIONI CRONICHE ha come obiettivo l’individuazione di una condizione silente – ed estremamente pericolosa – di infiammazione chiamata “infiammazione di basso grado”. Questa consiste in una stimolazione cronica e asintomatica del sistema immunitario, che a lungo termine favorisce un danneggiamento precoce di tutte le cellule dell’organismo. L’infiammazione di basso grado è cofattore e concausa di numerose patologie: obesità, diabete, malattie autoimmuni, problematiche cardiovascolari.

L’infiammazione di basso grado è calcolata sulla base delle oscillazioni di cortisolo, interleuchina 6 e barriera antiossidante. Il cortisolo è correlato al mantenimento dell’omeostasi, alla riduzione dell’infiammazione e alla soppressione del sistema immunitario. L’interleuchina 6 è una delle più importanti citochine pro-infiammatorie, mentre la barriera antiossidante fa riferimento alla capacità del singolo individuo di proteggersi dai radicali aggressivi dell’ossigeno (ROS).

 

QUALI SONO LE FUNZIONI DI QUESTI ORMONI

 

Cortisolo 

Gli squilibri del cortisolo possono causare problemi di regolazione della glicemia, sonno, appetito, voglie di cibo e può diminuire l’effetto dell’esercizio fisico. L’eccessivo livello di cortisolo, soprattutto abbinato con alti livelli di insulina, favorisce l’accumulo di grasso nel tessuto adiposo addominale. Questa forma di grasso viscerale è strettamente associata all’insulina-resistenza e alla sindrome metabolica, quindi il cortisolo cronicamente alto è fattore di rischio per il pre-diabete e le malattie cardiovascolari.

Alti livelli di cortisolo locano l’adipe di preferenza sulla schiena; inoltre, c’è da sottolineare che questo ormone catabolico esercita quasi sempre un effetto iperglicemizzante.

Interleuchina 6

L’ interleuchina 6 (nota anche come IL-6) è una molecola proteica prodotta in risposta a traumi o a danni tissutali. Eccessive concentrazioni di interleuchina 6 nel sangue sono predittive di problemi cardiovascolari e diabete; questa proteina stimola probabilmente la produzione epatica di un altro importante marker d’infiammazione, la proteina C-reattiva, che aumenta ulteriormente il rischio cardiovascolare.

L’ interleuchina 6 viene prodotta ad elevate concentrazioni in presenza di grasso viscerale percui risulta essere un importante marker nella prevenzione di diabete mellito e infarto del miocardio, è di estrema importanza prevenire l’accumulo di grasso addominale. L’ Interleuchina 6 è stata inoltre  classificata con citochina ad azione sia pro che anti-infiammatoria.

L’interleuchina 6 è anche una miochina, ovvero una citochina prodotta dal muscolo scheletrico, dal momento che il suoi livelli si elevano sensibilmente in risposta alla contrazione muscolare. Tuttavia, mentre nell’obesità aumentano i livelli di citochine pro-infiammatorie come il TNF-α, e quelli di proteina C reattiva, questi non aumentano nel corso di esercizio fisico.

DPPH

Il DPPH è un radicale libero organico che permette di valutare l’attività antiossidante di diversi composti. La reazione prevede la riduzione del radicale DPPH, da parte della molecola antiossidante, per dare un composto di colore giallo, la difenilpicrilidrazina. L’entità della reazione di riduzione dipende dalla capacità della molecola di fungere da donatore di elettroni. L’attività scavenger è valutata in termini di riduzione dei radicali. 

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