Disbiosi intestinale: quali sono i sintomi e come si cura

Si tratta di un’alterazione del microbiota, cioè della flora batterica, che comporta un’irregolarità intestinale e una maggiore predisposizione da parte dell’organismo alle infezioni.

La disbiosi intestinale è un’alterazione dell’equilibrio qualitativo e quantitativo del microbiota, cioè della flora batterica intestinale. Questa è composta da microorganismi di specie differenti (batteri, funghi e protozoi) e svolge diverse e importanti funzioni per l’intero organismo, tra cui regolare la funzionalità dell’intestino e proteggere dalle infezioni. L’alterazione del microbiota si manifesta generalmente con sintomi localizzati principalmente a livello gastrointestinale, quali gonfiore addominale, cattiva digestione, flatulenza, ecc. Oltre a questi disturbi possono insorgere anche sintomi aspecifici, come disturbi del sonno, cambiamenti dell’umore, ecc. Inoltre, negli ultimi anni numerose ricerche hanno dimostrato una correlazione tra la disfunzionalità del microbiota e la comparsa di altre malattie e condizioni sistemiche quali l’obesità, patologie metaboliche e i disturbi neurologici. Ma quali sono le cause che determinano la disbiosi intestinale? E come curarla?

Quali sono le cause della disbiosi intestinale?

Tra le principali cause ci sono: errate abitudini alimentari (diete monotematiche, eccessi alimentari, ecc), stress, fumo, alcool, utilizzo eccessivo di farmaci (soprattutto lassativi e antibiotici, ma non solo), un alterato ciclo sonno-veglia, un elevato inquinamento atmosferico.

Quali possono essere le complicazioni della disbiosi?

Essendoci uno stretto legame tra il microbiota e il resto dell’organismo, le conseguenze della disbiosi intestinale possono essere diverse, tra queste ci sono: l’irritabilità del colon, un aumento della predisposizione alle infezioni (quali raffreddori e cistiti, candidosi, etc.), cali di energia, stanchezza cronica, difficoltà a perdere peso.

Come si cura? Che ruolo ha l’alimentazione?

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale sia nella cura che nella prevenzione di questa patologia. Per curare la disbiosi intestinale bisogna ripristinare la funzionalità dell’intestino. Si devono assumere fermenti lattici per risanare la flora batterica intestinale e, parallelamente, seguire un’alimentazione anti-disbiosi.

Per ripristinare l’integrità funzionale dell’intestino in caso di disbiosi, cosa bisogna mangiare?

A tavola si consiglia di:

  • sostituire lo zucchero bianco con il fruttosio;
  • bere 1 caffè massimo al dì;
  • preferire formaggi secchi e stagionati purchè non contenenti muffe (parmigiano, pecorino);
  • sono ammessi anche alcuni derivati del latte a basso tenore di lattosio quali yogurt e jocca;
  • bere 1,5/2 l di acqua al giorno;
  • consumare con cautela vegetali ad alto tenore di carboidrati quali patate, patate americane, zucca, mais, avena e miglio;
  • tra le verdure preferire le seguenti: asparagi, cetrioli, barbabietole, melanzane, ravanelli, broccoli, cavoletti di Bruxelles, carote, pomodori freschi, sedano, cavolfiore, prezzemolo, cipolle, zucchine”.

Cosa bisogna, invece, eliminare dalla dieta?

Si consiglia di eliminare:

  •  i cibi contenenti lievito (come pizza, birra, vino, aceto, pane);
  •  i formaggi freschi (gorgonzola, camembert, robiola, stracchino, mozzarella, panna e derivati, ricotta, ecc);
  • il latte: (se non ci sono evidenti sintomi di intolleranza si può sostituire con il latte Zymil ad alta digeribilità);
  • gli insaccati;
  • gli alimenti inscatolati, preconfezionati e raffinati;
  •  legumi quali ceci, lenticchie, fave, fagioli e piselli;
  •  verdure a foglia larga: cicoria, spinaci, rape, lattuga;
  • superalcolici ed altri liquori fermentati;
  • bevande gassate (esclusa l’acqua) e zuccherate.